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Tornano di moda lo Spread e i Cds: ma cosa sono?

Lo SPREAD è un termine inglese che significa “distanza”, “differenza”, in finanza misura proprio la differenza tra il rendimento del nostro BTP a 10 anni e il rendimento del Bund (titolo di stato tedesco) sempre a 10 anni.

Questa distanza è espressa in punti (o centesimi, in gergo chiamati Basis Point), se ad esempio la distanza tra BTP/BUND è di 150 basis point significa che il nostro Btp paga un interesse superiore di 150 centesimi (vale a dire 1,5% =150/100) rispetto all’interesse pagato dal titolo di stato tedesco

in questi giorni, ad esempio (la distanza) lo spread BTP/BUND è superiore ai 300 punti base (tradotto: il nostro paese paga sui suoi titoli stato un interesse maggiorato del 3% rispetto a quello tedesco).

Ma perché è importante lo spread?

Più che lo spread ad essere importante è il peso degli interessi sul debito pubblico italiano.

Noi sappiamo che i BTP e gli altri titoli di stato rappresentano quote del nostro debito, gli interessi pagati su questo debito sono un COSTO per il nostro STATO quindi un aumento dello SPREAD, di solito, sottintende un aumento degli interessi pagati sul debito andando in tal modo a peggiorare ancora di più la situazione debitoria dello stato (se devo pagare più interessi sarò costretto a fare altri debiti per onorare tale pagamento).

Ma più uno stato si indebita e più la sua affidabilità si riduce rendendo, in tal modo, rischioso “prestargli” i soldi!

Ecco allora, che entrano in gioco i CDS (acronimo che significa CREDIT DEFAULT SWAP) in parole semplici si tratta di una vera e propria assicurazione contro il fallimento di uno stato, chi detiene titoli di stato italiani e vuole essere rimborsato in caso di fallimento dello stesso, paga una assicurazione (appunto un Cds) per stare tranquillo.

Ora questi Cds sono continuamente venduti/acquistati sul mercato e cambiano prezzo di minuto in minuto, di giorno in giorno in relazione alla “percezione” che si ha della solidità o meno del paese che vanno a garantire.

È intuitivo quindi comprendere come un aumento del costo dell’assicurazione (Cds) significhi che è aumentato il rischio per quel paese di fallire, il grafico (fonte: il corriere della sera) mostra quanto costa un assicurazione sull’Italia 284 $ circa, a fronte dei 10. $ per i Paesi Bassi i 12$ per la Danimarca etc..

Con un Cds così alto i mercati considerano il nostro paese meno affidabile del Portogallo o della Repubblica Ceca…

– la poca affidabilità percepita

– fa aumentare i Cds che misurano il rischio di default (fallimento)

– a questo punto, chi sottoscrive titolo del nostro debito (BTP, CCT BOT etc.) chiede un interesse più alto rispetto ad altri paesi europei (leggi Germania)

– ed ecco aumentare lo Spread, il differenziale tra i nostri titolo e quelli t

È il mercato bellezza (con e senza speculatori).

Cristofaro Capuano
Investire è facile ma non è semplice.
Pianificare migliora la vita.

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