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Ritorna il Rendimento sul BTP e con esso la Sete di Sicurezza

Dallo scoppio della guerra in Ucraina ad oggi il BTP decennale è crollato del 17,64%, un crollo annunciato da anni ma che si è realizzato solo quando la spirale inflazionistica si è fatta pericolosa.

Intendiamoci il “problema” inflazione non può essere relegato solo alla guerra in Ucraina, quest’ultima ha solo dato il LA  a un trend già in essere trainato dai suoi due principali fattori:

  1. eccessiva moneta in circolazione con le politiche espansive delle banche centrali iniziare subito dopo la crisi finanziaria 2008,
  2. il blocco nella catena di distribuzione  di materie prime e semilavorati  (supply chain) in seguito alla pandemia e alla conseguente debolezza della globalizzazione così come è stata concepita nell’ultimo trentennio.

La vera sorpresa è stata la velocità con cui i prezzi sono aumentati a seguito dello scoppio della guerra, come se si fosse provato, per troppi anni,  a contenere i prezzi in una sorta di “Pentola a Pressione” che una volta “esplosa” diventa impossibile contenere.

Le banche centrali, in principio, si sono mostrate molto accomodanti dinanzi ai primi aumenti dei prezzi, convinte di poter contenere il fenomeno entro limiti accettabili (3-4%) in modo da erodere pian piano l’enorme debito governativo senza generare shock di mercato.

Bene: tentativo fallito.

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Oggi non solo abbiamo l’inflazione più alta degli ultimi 30 anni (vedi grafico), con gli usa che hanno superato l’8% e l’Europa che si prepara a superare il 7%, ma siamo anche sprovvisti di una chiara politica monetaria in grado di indicare una chiara via di uscita dalla crisi.

In altre parole?

Le banche centrali stanno alimentando incertezza e l’incertezza genera paura sui mercati con la corsa a vendere in attesa di momenti migliori.

In questo contesto di INCERTEZZA-PAURA-FUGA, si rischia di cadere nella trappola del rendimento fisso convinti che possa essere l’unico porto a dare un po ‘ di serenità ai nostri risparmi.

Errore.

In Italia il reddito fisso per eccellenza è il BTP e le ultime dichiarazioni della Lagarde, di un netto cambio di politica dei tassi e una poco chiara politica a sostegno del debito dei paesi periferici (Italia in testa), hanno fatto crollare i prezzi dei nostri titoli di stato con conseguente aumento dei rendimenti.

Il nostro debito costa di più perché è più pericoloso. Senza la rete di protezione della BCE e con un debito al 160% del PIL si rischia grosso.

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Per i risparmiatori il vero pericolo però è che, impauriti dall’incertezza e assetati di rendimenti (pseudo)garantiti, possano riversare gran parte dei loro risparmi in titoli di stato senza percepire il reale pericolo.

Si rischia di cadere nella brace. 

  1. la fase rialzista dei tassi è appena iniziata e i prezzi dei titoli potrebbero scendere ulteriormente, generando perdite di portafoglio consistenti,
  2. l’Italia non potendo più stampare moneta (il potere è oggi in mano alla BCE)  non può più garantire la solvibilità del suo debito e una eccessiva concentrazione di risparmi su BTP & Co. presenta rischi non ancora percepiti dal popolo dei BTP,
  3. 160% di debito potrebbe spingere  i “FALCHI” dei paesi Nord-Europei alla riduzione del debito stesso attraverso l’applicazione delle C.A.C., clausole europee che potrebbero costringere un paese come l’Italia a rimborsare solo quota parte del valore nominale dei Titoli di Stato (ad es. 70%) al fine di ridurre drasticamente il proprio indebitamento.
  4. in europa non c’è più nessuno a difenderci. Draghi oggi è al governo, ma nel 2011 il suo ruolo in BCE fu fondamentale per salvare il debito italiano e con esso i risparmiatori. Oggi le  sue posizioni come Presidente del consiglio devono essere mediate dalla politica e l’Europa non si fida molto della politica Italiana che da oltre 40 anni parla di riforme senza farne nemmeno una.

Per concludere, rischiamo di cadere nella trappola dei “rendimenti” e del capitale garantito.

In futuro di garantito ci sarà poco, e la vera sfida sarà convivere con l’incertezza.

Comprare reddito fisso va bene ma seguendo sempre la “stella polare” della diversificazione.

Esci dal Gregge, Investi sui Tuoi Comportamenti.

Cristofaro Capuano

#cristofarocapuano #escidalgregge #educazionefinanziaria

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