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Perdi Solo Quando Decidi Di Aver Perso

I mercati finanziari, come del resto anche le nostre vite, non vivono di perenne equilibrio, ma  piuttosto,  di continue oscillazioni tra momenti positivi e momenti negativi.

La maturità, sia come uomini che come investitori, la si raggiunge allorquando saremo in grado di affrontare forti oscillazioni senza essere condizionati dalle emozioni che esse stesse generano. 

Uno degli aspetti più importanti per ottenere questo risultato (lasciarsi attraversare dalle emozioni senza  reagire d’istinto) è conoscere la natura dei fenomeni che affrontiamo, capirne i comportamenti e accettarli.

Nel mondo degli investimenti finanziari due aspetti da conoscere sono il Drawdown (crollo profondo e improvviso) e il Recovery Time  (tempo di recupero di un crollo), essi  una volta compresi e accettati, ci aiuteranno a investire con minore ansia e maggiori ritorni.   

Non è mai conveniente uscire dai mercati dopo un drawdown importante, perché? Perché  il recupero avviene quasi sempre nei 12 mesi successivi.

Lo dimostrano la storia e i dati di Jp Morgan (che riporto nel grafico). Nelle ultime tre grandi crisi dei mercati finanziari (Bolla tecnologica del 2000, Crisi Finanziaria del 2008, COVID-19), scappare a gambe levate davanti a un crollo “poderoso” avrebbe arrecato solo danni e perdite certe ai nostri portafogli, meglio rimanere calmi, fermi, pigri davanti a tali fenomeni, lasciarsi attraversare dalle emozioni negative senza “reagire”.

Anzi, forse meglio agire con intelligenza finanziaria!

Come?

Basta guardare oltre, e in controluce il fenomeno dei drawdown:

  • sono fenomeni rari

  • a crolli importanti corrispondono rimbalzi importanti

  • i tempi di recupero spesso sono nei dei 12 mesi successivi

Bene quale occasione migliore per investire piuttosto che scappare?

Dove tutti vedono la tempesta tu puoi trovarci il sole.  Ma c’è un piccolo prezzo da pagare una condizione psicologica da superare.

Vediamo di cosa si tratta:

I mercati non sono macchine ma un insieme di persone, sono il risultato di continue interazioni emotive tra milioni di persone che liberamente scambiano informazioni dati e valore per allocare le loro risorse nel miglior modo possibile.

I mercati essendo un fenomeno legata alla natura umana rispondono alle stesse leggi di natura e pertanto può capitare che dopo lunghe corse o grandi trasformazioni economiche sociali, ci sia un momento di abbandono, di calo delle forze, voglia di fermarsi per ricaricare le pile e ripartire con più energia di prima. 

Bene, quando arrivano questi periodi, bisogna saperli gestire, soprattutto se si è un investitore e non uno speculatore mordi e fuggi.

E’ la capacità di interpretare i momenti, anche quelli critici, a fare la differenza tra la perdita ed il successo.

Ciò che ci fa perdere è la nostra insofferenza nel vedere per giorni, mesi o anni che il nostro asset è ancora in rosso.  

Questo malessere se non superato ci spinge a compiere gravi errori. a fare scelte difensive  in preda alla paura.

Dobbiamo, invece,  imparare a superare il cosiddetto recovery time. 

Quel  tempo necessario per trasformare un investimento in un successo, resistere nel vedere i nostri soldi in perdita per un limitato periodo di tempo. 

Nell’ultimo secolo, il mondo delle azioni i recovery time più difficili da superare sono stati tre.

Il primo risale alla fatidica crisi del ‘29 dove ci vollero più di 15 anni per superare il guado e tornare in attivo, poi per oltre 80 anni abbiamo assistito ad una crescita costante interrotta da soli 2 periodi di stasi i due famosi “decenni perduti” , quello degli anni ‘70 dovuto alla crisi petrolifera e quello degli anni 2000 dovuto alla crisi delle dot.com, del terrorismo internazionale e della crisi finanziaria del 2007.

In conclusione, se da un lato non è mai conveniente uscire dal mercato in quanto la gran parte dei cali si recuperano in pochi mesi, dall’altro la natura stessa dei mercati azionari potrebbe produrre dei lunghi periodi di stasi da dover “sopportare” prima di riprendere a crescere.

Ora, se è vero che questi periodi prolungati di ribassi sono molto rari è altrettanto vero che nessuno può prevederne o escluderne  l’arrivo,  ecco allora l’importanza per un investitore di prepararsi al meglio e essere pronto ad ogni contesto di mercato anche quelli meno probabili.

A fare la differenza negli investimenti non sono i prodotti che sottoscriviamo ma i comportamenti che decidiamo di adottare.

Cristofaro Capuano

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