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Nuovi Coefficienti dell’Inps: L’Inesorabile Declino Dell’Assegno Pensionistico

L’Inesorabile Declino Dell’Assegno Pensionistico, per Avere 1.553,75 Euro Lordi al mese Devi Andare in Pensione a 70 Anni Versando 300.000 Euro all’Inps

Sono stati aggiornati i coefficienti demografici, non è una notizia! Vengono aggiornati ogni due anni, forse meglio dire vengono definiti ogni due anni.

Si ma cosa sono i coefficienti demografici?

Un numero, una percentuale che sarà applicata al cumulo di tutto il denaro che nella tua vita avrai versato all’inps per calcolare la tua pensione annua.

Facciamo un esempio leggendo la tabella nella colonna 2021-2022, un 67-enne che decidesse di andare in pensione e che nella sua vita avesse versato contributi per 200.000 euro avrebbe un coefficiente del 5,575% che moltiplicato per i contributi versati (200.000 x 5,675%) garantirebbe al nostro neo pensionato un assegno annuale di 11.150 euro e mensile di 929,17 euro Lordi!

Chi invece aspirasse ad avere un assegno un po’ più congruo, superiore ai 1.500 euro lordi non può far altro che versare più di 300.000 euro l’INPS ed arrivare all’età di 70 anni.

Solo in questo modo, combinando il coefficiente di trasformazione in rendita e capitale accumulato, possiamo godere di un tale importo. Ma nel sistema produttivo moderno, con la flessibilità del lavoro e le difficoltà nell’avere costantemente un impiego duraturo, quanti lavoratori riusciranno nella loro carriera a versare 300.000 euro?

L’attuale sistema contributivo, necessario per salvare i conti dell’Inps, sta generando una costante riduzione dell’assegno pensionistico creando un vuoto nella pianificazione finanziaria dei futuri pensionati, vuoto non sempre percepito nella giusta misura.

Se osserviamo la variazione dei coefficienti demografici per età (ultima colonna) dal 1996 ad oggi, notiamo che solo per le fasce d’età superiore ai 69 anni si è avuto un apparente incremento del coefficiente.

Ma è un bluff.

Perchè?

Perché non si considera l’inflazione, che negli ultimi 25 anni ha eroso il nostro potere d’acquisto per oltre il 40%,pertanto anche se apparentemente nel 2021 a 70 anni godremmo di una pensione dell’1,29% superiore a quella del 1996, la verità è che l’effetto inflattivo (-40%) la rende di gran lunga inferiore.

Per non parlare di chi decidesse di lasciare il lavoro a 65 anni, in questo caso la combinazione della riduzione del 14,92% del coefficiente più inflazione del 40% genererebbe una perdita reale dell’assegno pensionistico di oltre il 55%!

Pensione dimezzata.

Ecco allora che investire pianificando la proprie risorse finanziarie, comprendendo le dinamiche del sistema pensionistico diventa fondamentale per non perdere l’opportunità di vivere l’ultima fase della nostra vita in modo sereno.

Investire significa raggiungere obiettivi importanti della propria vita. la tranquillità di una pensione congrua e sostenibile, ne è uno, tra i più importanti.

Cristofaro Capuano

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