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Negli ultimi 10 anni le famiglie italiane hanno perso ricchezza, anche perché investono male i loro risparmi

L’Italia è al decimo posto, tra i paesi del mondo con la maggiore ricchezza (finanziaria) privata, quella cioè detenuta dalle famiglie.

A vederlo così, questo dato sembra molto positivo.

Entrando un po’ di più nei dettagli scopriamo che il nostro paese dal 2008 al 2018 si è fortemente impoverito perdendo quote di ricchezza rispetto agli altri paesi del mondo.

Infatti nel decennio esaminato (2008 al 2018) i 10 paesi più ricchi del mondo hanno visto accrescere il loro benessere del 26%, raggiungendo un valore complessivo di ben 204 miliardi di dollari.

Nello stesso periodo la ricchezza finanziaria dell’Italia si è ridotta  del – 14%  attestandosi ad un valore di 3,8 miliardi di dollari, con un gap rispetto alla media mondiale di ben 40 punti percentuali.

Tab.1 – variazione di ricchezza nel decennio 2008 -2018

N. Paese Ricchezza Famiglie $USD (2018) 10 anni (%)
#1 USA $60.7 mld 27%
#2 Cina $23.6 mld 130%
#3 Giappone $19.1 mld 18%
#4 UK $9.1  mld 4%
#5 Germania $8.8  mld 7%
#6 India $8.1  mld 96%
#7 Australia $6.0  mld 48%
#8 Canada $6.0 mld 23%
#9 Francia $5.9 mld -7%
#10 Italia $3.8 mld -14%

Come si nota dalla tabella i paesi a maggiore crescita di ricchezza sono stati la Cina (+ 130%) l’India (+96%) e l’Australia (+48%). L’Italia, insieme alla Francia invece, è uno dei -pochi paesi a perdere ricchezza.

Ma come possiamo spiegare questo trend del nostro paese, in controtendenza  rispetto al resto del mondo?

Le motivazioni sono sia economiche che finanziarie.

Dal punto di vista economico, il nostro paese (negli ultimi 20 anni) non è risuscito a generare una adeguata crescita del PIL attraverso un ammodernamento del proprio sistema economico-produttivo.  La produttività è al palo, si è investito pochissimo in ricerca e sviluppo, c’è poca competitività del nostro sistema paese a livello globale e perdiamo posizioni nel mondo in termini di PIL.

La  fig. 2 mostra  proprio le proiezioni di contributo al PIL globale dei differenti paesi del mondo. Come si nota, l’Italia non è presente tra i principali contributori; nonostante ad oggi abbia una ricchezza privata che la pone al decimo posto nel mondo, il suo contributo alla creazione del PIL globale è inferiore all’1%.

Ciò significa che ci stiamo impoverendo e che anno dopo anno perderemo quote di benessere a favore di altri paesi del mondo.

Fig. 2 – Contributo al PIL globale.belang-china-4

L’altra motivazione è finanziaria. La perdita di quote di ricchezza del nostro paese è dipesa anche da una cattiva cultura finanziaria che ha indirizzato i risparmiatori verso strumenti di investimento poco efficienti e di breve periodo.

Gli italiani, infatti, negli ultimi 10 anni, a differenza di molti investitori stranieri,  hanno preferito  impiegare i loro risparmi  in obbligazioni,  titoli di stato e strumenti di liquidità.

Solo una piccolissima parte dei loro risparmi è stata destinata ad investimenti di lungo periodo e più redditizi come potrebbero essere le azioni.

Considerando che nell’ultimo decennio i mercati azionari hanno più che raddoppiato il loro valore, mentre il settore obbligazionario e dei titoli di stato ha registrato abbondanti perdite, comprendiamo l’arretramento (-14%) di ricchezza che abbiamo subito nell’ultimo periodo.

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Il grafico (fig.3), tratto da uno studio del Centro Einaudi (elaborando dati Istat) mostra la quota di patrimonio finanziario investita in azioni dagli italiani. Come si può notare nel 2018 oltre il 40% dei risparmiatori non deteneva più del 10% di azioni ed oltre il 90% dei risparmiatori non aveva in portafoglio più del 30% di azioni!

La scarsa cultura finanziaria e una ridotta conoscenza degli strumenti di pianificazione patrimoniale, ha spinto i risparmiatori italiani a detenere strumenti liquidi  e/o obbligazionari  in quanto attratti, prevalentemente, dal mantra della sicurezza, della protezione del proprio patrimonio, mostrando ancora una “eccessiva” avversione al rischio.

Paradossalmente proprio questo atteggiamento iper-prudente ha generato invece una enorme perdita di ricchezza (-14%) ed un mancato guadagno (+26% incremento medio di ricchezza avuto dagli altri paesi). Lo stock di ricchezza finanziaria degli Italiani in questi anni poteva essere ben al di sopra dei 3,8 miliardi di dollari,  se solo si fosse puntato su portafogli di investimento più equilibrati e meno concentrati su prodotti di breve periodo o obbligazionari.

La cultura, soprattutto quella finanziaria, è ricchezza.

 

 

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