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Lo specchietto retrovisore

#Investire è una questione di comportamenti non di strumenti.

Facciamo un esempio: da quando il #mercato #azionario sale incessantemente senza grossi sbalzi di volatilità è cresciuto enormemente il partito dei fondamentalisti degli #Exchenge #Trade #Fund, convinti che la sola riduzione dei costi possa bastare a regalare #performance eccezionali agli #investitori.

Così osservo tanti consulenti concentrare la loro attenzione sul prodotto e non sulla persona.

#LaRicercaDelBenessere

Io non sono tra questi, e sono persuaso che un adeguato controllo dei costi sia importante e possa facilitare il conseguimento di un #obiettivo prefissato, ma non basta.
L’esperienza e lo studio mi hanno insegnato che sono i comportamenti a definire la nostra performance.

Lo stesso John C. Bogle fondatore di Vanguard, società di gestione del più grande fondo indice del mondo, e autore del libro Common Sense on Mutual Funds: New Imperatives for the Intelligent Investor, proprio nel suo libro sottolinea l’errato comportamento degli investitori che fanno dei fondi indice strumenti per entrare ed uscire dal mercato, piuttosto che strumenti di una corretta pianificazione finanziaria.

Prima di parlare di costi, di strumenti, di opportunità fiscali, un bravo #consulente dovrebbe discutere con il risparmiatore di comportamenti finanziari “nocivi” e di tutti quegli errori che comprometteranno il suo #patrimonio molto più di una maggiorazione di #costo.

Tra questi uno degli #errori più comuni e sempre in voga è lo specchietto retrovisore, investire in funzione del recente passato, guardare a come sono andate le cose negli ultimi anni per poi decidere cosa sia giusto o sbagliato fare.

Bene, in funzione di questo approccio, nessuno avrebbe mai investito in un mercato come quello mostrato nel grafico, in quanto un mercato palesemente perdente, e così è stato nella realtà!

Pochissime persone hanno deciso di investire in simili situazioni, anzi il più delle volte chi aveva già impiegato risorse sul mercato, di fronte a quest’andamento ha preferito uscire perdendo una grandissima occasione.

Ecco perché amo definirmi un #Financial #Coach (un allenatore finanziario) perché il mio compito non penso debba essere un compito tecnico, creare asset allocation perfette (per quello oramai c’è l’intelligenza artificiale) o “azzeccare” il market time (su questo non riescono a farlo nemmeno i gestori professionali) etc.. il mio vero compito è quello di affiancare le persone ed aiutarli ad assumere i giusti comportamenti di fronte alle sfide emotive che il mercato propone.

Sono convinto che sia molto più utile un consulente che aiuti a fare scelte, ad assumere i comportamenti giusti per proteggere ed accrescere il patrimonio.

#cristofarocapuano
#financialcoach

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