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LO SPECCHIETTO RETROVISORE: gli errori che si ripetono sempre.

Conoscere permette di investire al meglio  i propri risparmi.

In questo grafico di Jp Morgan si mostra quanto ha reso un dollaro investito in AZIONI, OBBLIGAZIONI o LIQUIDITÀ se avessimo investito nel lontano 1899.

Bene,

1$ in liquidità/monetario oggi verrebbe (al netto dell’inflazione) solo 2$ dopo 118 anni.

1$ in obbligazioni, invece in questi 118 anni  o (al netto dell’inflazione) avrebbe prodotto 13$.

1$ in azioni, nello stesso orizzonte temporale, oggi verrebbe (al netto dell’inflazione) 2023$!

Quindi mettiamo tutti in nostri soldi in azioni?

No, non funziona così, “PRIMA DI INVESTIRE DEVI CAPIRE”, come si vede la differenza di rendimento è lampante, ma pochi riescono a cogliere queste opportunità  in quanto l’investimento spessissimo è figlio di 2 variabili: 

LO SPECCHIETTO RETROVISORE 

e

L’EMOTIVITA’ 

80% di chi investe in azioni non lo fa pianificando  per obiettivi e natura di investimento, ma solo perché ha visto che negli ultimi anni le cose sono andate bene e proietta questo andamento nel futuro, investendo le proprie risorse in modo molto superficiale senza conoscere ne approfondire la natura e le caratteristiche principali del l’asset azionario…

ed è qui che entra in gioco l’EMOTIVITÀ, siccome siamo superficiali nell’investire il nostro denaro (proiettato in modo superficiale  il rendimento passato nel prossimo futuro senza soffermarci a riflettere su quali principi  poggia quell’investimento) al primo crollo, alla prima difficoltà CI SPAVENTIAMO, entriamo in azione la paura i dubbi sulle scelte fatte, crollano le certezze puerili su cui  fondiamo le nostre pseudo-convinzioni di investitori…

ed ecco che ci decidiamo ad alzare il telefono chiamare la nostra banca o il nostro consulente e gridare tutto d’un fiato:

“NON CE LA FACCIO PIÙ QUESTO MERCATO AZIONARIO È SOLO FUFFA, VOGLIO TOGLIERE TUTTO!”

Ed è così che ad ogni crisi si ripete il copione di chi non apre le porte alla conoscenza di quelle 3/4 regole di gestione razionale del portafoglio.

Nel grafico abbiamo cerchiato in rosso i tre “decenni perduti” dell’ultimo secolo, periodi in cui per 10 anni e più il rendimento azionario è stato nullo, questo è uno degli aspetti più importanti da gestire emotivamente, quando ci imbattiamo in una pianificazione azionaria dei nostri investimenti, avere cultura finanziaria significa conoscere la natura del mercato azionario per aspettare con pazienza che dia i suoi frutti (come ha sempre fatto) e magari capire che proprio su un – 50% può essere interessante aggiungere altre risorse compatibilmente con le nostre disponibilità esigenze e profilo di rischi. 

“C’è chi vince e c’è chi perde ma almeno ALLENATI prima di affrontare una gara”.

Investire è facile ma non è semplice 

Cristofaro Capuano 

Financial coach

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