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L’investitore meno sa e più si convince di essere un super esperto di finanza: effetto Dunning-Kruger

Si chiama effetto Dunning-Kruger e consiste in una vera e propria distorsione cognitiva a causa della quale investitori poco esperti in un campo finanziario tendono a sopravvalutare le proprie abilità: “auto-convincendosi” di essere in grado di poter fare tutto da soli

Secondo questa teoria, spesso più si è incompetenti più si è supponenti.
Pur avendo pochissima conoscenza della pianificazione finanziaria l’investitore “poco preparato” non ritiene opportuno chiedere supporto ad un consulente, anzi si dedica al FAI DA TE rifiutando qualsiasi confronto con un esperto in quanto si ritiene di essere essi stessi dei SUPER-ESPERTI.

Una rappresentazione grafica dell’effetto D-K ci aiuta a comprenderne meglio il funzionamento.

Nella prima fase, totale ignoranza finanziaria, l’investitore ha un eccesso di overconfidence, che lo spinge ad isolarsi e a ritenere la propria opinione finanziaria l’unica verità.

Però man mano che matura la cultura finanziaria attraverso l’esperienza e lo studio concreto della materia, l’investitore attraversa una fase di nuova consapevolezza, riducendo l’ignoranza ed entrando in una fase molto travagliata in quanto si rende conto di non poter gestire la pianificazione delle proprie finanze in autonomia ma che è molto più conveniente confrontarsi con un esperto.

Questa è la fase di MATURITA’ FINANZIARIA dove si iniziano a fare scelte consapevoli e ponderate.

Considerando che il nostro paese nel mondo è agli ultimi posti per cultura finanziaria possiamo comprendere come mai solo il 15% (circa) dei risparmi degli italiani sia affidata ad un consulente mentre il restante 85% è presso banche e poste, dove spesso non si ha alcun supporto consulenziale e ci si dedica “presuntuosamente” (secondo l’effetto D-K) al FAI DA TE.

Solo la conoscenza genera consapevolezza dei propri limiti, spingendoci a ricercare un confronto con persone più esperte di noi per poter ulteriormente migliorare il nostro sapere. L’ignoranza, di converso, genera presunzione, poco ascolto, poca apertura verso gli altri e di conseguenza nessuna crescita culturale.

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