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Il debito globale supera il 200% del Pil mondiale, bisogna preoccuparsi? Chi pagherà il conto?

Un’economia fondata sul debito?

Il grafico del IFM (fondo monetario internazionale) mostra come dagli anni 50 ai giorni nostri, il debito del mondo è più che raddoppiato!

Di certo ad una prima lettura questo dato può risultare alquanto preoccupante, ma non sempre i dati che ci forniscono le organizzazioni internazionali sono lo specchio della realtà.

Proviamo a fare qualche ragionamento.

1. Il debito globale spesso viene rapportato non allo stock di ricchezza effettivamente accumulata ( risorse, investimenti, beni mobili ed immobili, beni immateriali etc…) ma solo rispetto alla sua variazione che è stata prodotta anno su anno (cosiddetta GDP o PIL).

Questo rapporto a volte può essere fuorviante in quanto se è vero che un debito va risarcito dai flussi di reddito annuali esso di converso è garantito dallo stock di ricchezza disponibile.

Facciamo un esempio:

immaginiamo una famiglia (padre madre e due figli) con un reddito annuale di 50.000,00 euro un mutuo da pagare di 100.000,00 euro ed uno stock di ricchezza pari a 200.000,00 euro (immobili e risorse mobiliari).

Ora se rapportassimo il debito complessivo della famiglia (100.000,00 euro di mutuo) al solo flusso di ricchezza prodotta dalla famiglia (50.000,00 di reddito), avremmo un rapporto del 200%.(mutuo/reddito*100= 100.000,00/50.000,00 * 100), questo dato, di converso, sarebbe molto diverso se rapportassimo il debito alla ricchezza della famiglia e non ai suoi flussi, (100.000,00/200.000,00*100=) 50%!

Dunque, il debito peserebbe del 200% sui flussi reddituali annui e solo del 50% sullo stock di ricchezza prodotto, ma ciò che garantisce il debito non sono i flussi ma lo stock di ricchezza.

Si tratta pertanto di una vera  distorsione informativa, i debiti vanno “pesati” sulla ricchezza di cui si dispone.

Lo stesso vale anche per il debito mondiale, ciò che conta non è la variazione di ricchezza annua (PIL), ma lo stock complessivo, l’attuale 200% di debito su PIl globale non ha molto senso se non si considera anche la ricchezza globale del pianeta!

debit

2. Altro aspetto da considerare quando valutiamo un debito è la sua destinazione. Un privato, un’azienda uno stato, quando si indebitano possono destinarlo ad un investimento produttivo o ad un bene di consumo.

Nel primo caso (investimento produttivo) l’indebitamento è sano, positivo, in quanto la somma presa a prestito è destinata a produrre nuova ricchezza, nel secondo caso (acquisto di un bene di consumo) il debito non è sano, negativo, in quanto la somma viene sprecata in un bene che una volta consumato non genererà alcun aumento di ricchezza del debitore peggiorandone sensibilmente la situazione finanziaria.

Questa sottile distinzione vale anche per i debiti pubblici (quelli degli stati) in quanto un governo quando si indebita può decidere di impiegare quel debito in investimenti produttivi (strade, autostrade, impiantistica, e cablaggi…) che tendono ad aumentare lo stock di ricchezza del paese o può impiegare il debito per spese correnti ed improduttive (assistenzialismo e sprechi vari).

Ad esempio uno dei problemi più evidenti del debito pubblico italiano è proprio quello di essere stato generato  destinando le risorse raccolte prevalentemente alla spesa improduttiva e poco agli investimenti!

Ma chi dovrà pagare questo enorme debito avrà la capacità di onorare i propri impegni? Di seguito un grafico che evidenzia l’evoluzione di chi ha contratto il debito mondiale dal 2003 ai giorni nostri.debito

In conclusione:

  • per valutare l’eventuale criticità dell’indebitamento globale va considerato lo stock di ricchezza globale e non solo il PIL (che è solo la variazione annua di ricchezza);
  • è fondamentale, per valutare la solidità di un debito considerare anche la sua destinazione (Investimenti; Beni di Consumo).

Al di là delle percentuali, degli importi e della crescita, il debito non è il male assoluto, il suo impiego virtuoso può essere volano di sviluppo e produzione di nuova ricchezza, ecco quindi che la vera domanda non è quanto debito, ma come è stato impiegato?

Cristofaro Capuano – Financial Coach

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“I facili guadagni richiedono grandi rischi i grandi progetti richiedono tempo e pazienza”

 

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