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Il 60% degli italiani non sa cos’è l’inflazione, sono ignoranti in finanza ma si ostinano a fare da soli! Lo dice l’ultimo rapporto della CONSOB.

L’ultimo rapporto della CONSOB non lascia alibi, gli italiani non solo hanno una scarsissima conoscenza dei principi basilari degli strumenti finanziari e men che meno della pianificazione ma si ostinano a fare in autonomia ciò che dovrebbe fare un professionista. E’ da queste contraddizioni che nascono la gran parte dei disastri finanziari che abbiamo vissuto negli ultimi anni.

Nonostante cio’ il risparmiatore  italiano continua a non informarsi, a non EDUCARSI finanziariamente e soprattutto si muove, in un modo molto complesso  come quello della finanza, poggiando le proprie scelte sul passaparola su ciò che dice un parente o un amico, piuttosto che affidarsi ad un professionista del settore.

Secondo lo studio CONSOB nel 2016 le famiglie che detengono almeno un prodotto finanziario sono il 50% in calo rispetto al 2007 in cui erano il 55%! Solo il 10% di queste famiglie si affida ad un consulente.

Il rapporto mostra anche come chi si affida ad un professionista migliora costantemente nel tempo le proprie conoscenze finanziarie, a dimostrazione del fatto che i consulenti finanziari attualmente stanno svolgendo in Italia un’attività che il servizio pubblico non è ancora riuscito ad avviare: educare le persone alla gestione degli investimenti.

Riepiloghiamo alcuni risultati che danno il polso della situazione:

1. Oltre il 20% degli intervistati non conosce  nessuno strumento finanziario.

2. Circa il 60%  degli intervistati non sa cosa sia l’inflazione.

3. Il 38% degli investitori si affida al passaparola.

4. Il 24% decide per conto proprio senza consultare nessuno.

5. L’8% degli investitori non sa in cosa ha investito.

La poca conoscenza dei mercati finanziari la si intravede anche nelle scelte di investimento che hanno fatto gli italiani negli ultimi anni, incrementando tantissimo i depositi di liquidità (passando dal 38% del 2008 al 52% del 2015) perdendo in tal modo i rialzi che in questi stessi anni si sono avuti sia sui mercati azionari che obbligazionari.

Ad essere onesti però la propensione a detenere liquidità è dettata anche dalla poca fiducia che si ha negli intermediari,  circa il 10% degli italiani non si fida delle banche ed il 20% ha paura di perdere.

Bene entrambi i fattori, non fiducia negli intermediari e paura di perdere hanno una stessa radice, la NON CONOSCENZA.

L’IGNAORNZA GENERA PAURA, LA PAURA SPINGE ALL’IMMOBILISMO, L’IMMOBILISMO SPINGE ALLA RICERCA DI SICUREZZA, LA RICERCA DI SICUREZZA FA PENSARE AI DEPOSITI LIQUIDI, LA LIQUIDITÀ (OGGI) SIGNIFICA PERDERE!

La strada per uscire da questo stillicidio di risparmiatori traditi, delusi, da redimenti negativi, perdite inaspettate e fallimenti inimmaginati e’ l’attivazione di un PROCESSO EDUCATIVO che oggi in Italia risulta LATITANTE, forse come lo stesso studio dimostra (al di là dei piani educativi scolastici che riguarderanno le future generazioni) per chi oggi vive l’angoscia di non saper come muoversi in un modo troppo complesso per le sue conoscenze, la sola altrernativa resta il selezionare, affidandosi, un buon consulente capace non solo di seguirlo nella gestione del patrimonio ma anche di dargli quegli strumenti conoscitivi minimi di cui ha bisogno ogni investitore per secernere il grano dal loglio.

Per il rapporto completo della CONSOB clicca qui

Cristofaro Capuano – European Financial ADVISOR.

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