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I “Santoni del Market TIming” Non Sanno Più Cosa Fare: Mercato Gonfio, Ma Ancora Lontano dai LIvelli del 2000

I “Santoni del Market TIming” non sanno più che pesci prendere, dopo essere usciti in ragione del crollo “pandemico” ora sono alla finestra in attesa di un nuovo crollo e scrutano il mercato alla ricerca di un segnale che possa aiutarli a capire cosa fare….

Uno degli “easy – indicator” (indicatori di facile lettura) utilizzati dai risparmiatori è il P/E (price/earning)

Il rapporto tra Prezzi e Utili (non è un indicatore perfetto) ma è un’ottimo strumento per orientarsi in modo semplice nel modo del mercato azionario e nelle sue fasi di eccessivo ottimismo o di disperato pessimismo.

Questo indicatore rappresenta il numero di anni necessari per recuperare l’investimento fatto attraverso l’incasso dei Dividendi distribuiti dalle differenti aziende quotate.

Pertanto un p/e di 5 significa che io se compro quel titolo o quel mercato riuscirò a rientrare dell’investimento fatto incassando per i prossimi 5 anni i dividendi che mi daranno le aziende.

Di solito un valore di equilibrio di questo indicatore è tra 12/14, vale a dire che un investimento azionario dovrebbe rientrare in 14 anni grazie ai soli dividendi.

Livelli  superiori a 14 mostrerebbero una  fase di eccessivo ottimismo sui mercati mentre livelli inferiori fasi di eccessivo pessimismo.

Non entriamo nel tecnico e nelle eventuali critiche che si possono fare a questo indicatore (come facciamo a stimare gli ulti futuri, è impossibile fare previsioni etc…) quello che io ritengo più interessante è come esso possa segnalarci lo stato emotivo dei mercati. Attualmente il mercato naviga su valori abbastanza alti superiori a 21 ciò lascerebbe adito ad un probabile  ripiegamento dei mercati per ritornare sui valori di equilibrio, ma rappresenta anche un atto di fiducia degli investitori sulla capacità del sistema di superare questo particolare momento attraverso un incremento della produttività e degli utili.

Insomma anche qui impossibile fare previsioni, più che tirare ad indovinare meglio procedere con metodo e con comportamenti corretti, facendo scelte consapevoli ed ricercando risultati nel tempo e non sul tempo!

Proprio l’opposto di chi fa market timing, di chi pensa di poter anticipare il mercato nei suoi trend rialzisti o ribassisti. Questo tipo di atteggiamento speculativo non ha mai generato grandi performance ma solo l’illusione di tenere tutto sotto controllo.

Ecco il punto.

Chi fa market timing più che ricercare una buona performance nel tempo, cerca di eliminare le oscillazioni a cui il proprio investimento è soggetto rimanendo investito sul mercato, chi fa market timing è avverso a rischio, ha paura delle oscillazioni negative, non sopporta vedere il proprio capitale in rosso anche fosse solo per pochi giorni, e si illude di poter proteggere il capitale investito entrando ed uscendo dal mercato elaborando improbabili  previsioni sull’andamento futuro.

Purtroppo anche questo atteggiamento rientra tra quei comportamenti biologici che l’uomo ha ereditato nei millenni di continua ricerca di  sicurezza, protezione di sé e della propria famiglia, il paradosso che la ricerca di sicurezza spinge i “market timer” a rischiare di più e dati alla mano anche a perdere di più.

Accettare le oscillazioni evitando comportamenti emotivi è meno rischio che comprare e vendere di continuo gli asset finanziari.

“il rendimento va ricercato nel tempo e non sul tempo”

 

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