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Guerra Commerciale USA – CINA: perché Trump rischia grosso

La guerra commerciale dichiarata da Trump alla Cina oramai è sulla bocca di tutti, le due superpotenze si sfidano un giorno si e l’altro pure a colpi di dazi ed interventi politici per costringere l’avversario a cedere terreno.

Ma qual è la vera lettura di quello che sta accadendo?

Il primo aspetto da considerare è che lo scontro commerciale nasconde il tentativo di Trump di riaffermare l’egemonia economica statunitense, piegando la Cina al proprio volere politico.

Il vero obiettivo di Trump è dimostrare che nel mondo è ancora l’America a dettare le regole del gioco economico, sono ancora gli Stati Uniti a controllare le dinamiche politco-economiche del pianeta.

Dal dopoguerra ad oggi è la prima volta che gli Usa si trovano davanti ad un competitor in grado di competere sia politicamente che economicamente per il dominio su scala mondiale.

Negli anni della guerra fredda l’URSS si opponeva solo politicamente agli USA ma non ha mai avuto una reale capacità di competere economicamente.

Lo stesso negli anni ottanta con il giappone che oppose una tenue concorrenza economica ma nessuna capacità politica di competere con gli USA.

Questa volta lo scenario è completamente diverso in quanto  la Cina ha tutte le carte in regola per scalzare, per la prima volta, gli Usa dal controllo economico e politico del mondo.

La forza cinese si fonda su 4 punti:

  1. Ampio mercato interno in espansione: la domanda interna cinese cresce costantemente e ciò la rende sempre meno dipendente dalle esportazioni e sempre più simile agli usa quale potenza ad elevato consumo interno (vedi fig.1 dove si presentano le dimensioni demografiche dei differenti paesi).

Fig.1

countries-population

 

2. Efficace decisionismo politico: la dittatura cinese, permette di intervenire con elevata rapidità su ogni aspetto della vita politica ed economica del paese rendendo molto efficace ogni mossa posta in essere nella competizione globale.

3. Controllo sulla Valuta: il controllo diretto della valuta permette alla Cina di contrastare l’effetto dei DAZI imposti da Trump attraverso la svalutazione dello Yuan (l’ultima mossa di Trump di innalzare i dazi dal 10 al 25% è figlia proprio di tali svalutazioni)

 

3. Detenzione del debito pubblico americano: la Cina è un importante creditore degli USA e detiene una bella fetta di titoli di stato americani, i cinesi hanno già  iniziato a vendere gradualmente debito Americano cercando di mettere in difficoltà Trump ma per ora gli effetti sono stati flebili in quanto in soccorso degli USA sono arrivati i giapponesi comprando il debito in eccesso (vedi fig. 2) .

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4. Il grande sviluppo tecnologico della Cina: ultimo punto a spaventare gli usa è proprio l’enorme crescita nel settore tecnologico e l’aumento di competitività che ciò comporto grazie all’aumento della produttività delle aziende cinesi e lo sviluppo della domanda interna. Un esempio semplice è dato dalla penetrazione in Cina dei sistemi di pagamento da supporti mobili (vedi fig. 3), sono i primi a livello globale!

NFC-payment-by-country

 

Ecco allora che la guerra commerciale dettata apparentemente dal motto “Trumpiano” “America First” nasconde il vero obiettivo dei due contendenti: la supremazia economica globale.

E’ palese che questa guerra, allo stato attuale fa male sia alla Cina che agli Usa, ma entrambi stanno sacrificando la crescita economica di breve per un dominio globale sul lungo periodo.

Per noi investitori quali conseguenze può generare un tale conflitto?

Per dare una risposta dobbiamo distinguere l’analisi di breve periodo da quella di lungo.

Nel breve periodo è complicato capire cosa accadrà, anche se è interesse di tutti non arrivare ad una rottura definitiva dei rapporti commerciali tra USA e Cina tale da generare una profonda recessione globale. In questo caso, l’inventore consapevole deve legarsi molto bene all’albero maestro della “razionalità” non farsi trascinare emotivamente dalle turbolenze dei mercati ma tirare dritto per la propria strada, approfittando magari di qualche scivolone di troppo per acquistare a buon prezzo attivi sottovalutati.

Nel lungo periodo lo scenario è più che positivo, chiunque vincerà la guerra, il risultato finale sarà una crescita della produttività globale e di conseguenza anche del pil, grazie, non solo al fatto che i due colossi in competizione stanno sviluppando tecnologie e prodotti sempre più innovativi, ma anche perché l’apertura del più grande ed importante “mercato di consumatori” del mondo (quello Cinese) avrà un effetto moltiplicatore in tutte le “economie” del pianeta.

Per questo ancora una volta ed anche in uno scenario simile, un approccio di tipo globale risulta appropriato per cogliere la crescita di ricchezza che di sicuro sarà generata nei prossimi anni.

Investire richiede metodo, il metodo richiede conoscenza.

 

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