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Essere Essenziali, Semplici Questi i Comportamenti che Premiano in Finanza

Impariamo ad Essere Semplici. La finanza è un fenomeno umano, in quanto tale “discretamente stimabile” ma mai prevedibile, questo perché i mercati sintetizzano i comportamenti di milioni di persone che contemporaneamente fanno scelte di acquisto o vendita, condizionate da fattori economici, sociali ed emotivi.

In tale senso i mercati sono definiti “sistemi adattivi complessi”.
Sistemi in quanto composti da più elementi in relazione tra loro
Adattivi in quanto questi elementi cambiano continuamente i loro criteri di scelta in ragione delle cambiate condizioni ambientali.
Complessi in quanto la somma dei comportamenti dei singoli non equivale al sistema nella sua interezza.

Il tentativo di ridurre i mercati ad un modello matematico.finanziario è fallito da anni, l’impossibilità di studiare i comportamenti finanziari a partire dal presupposto che l’uomo sia Economicus è ormai accettata da tutti.

Tutta questo “pippotto” per dire che si sprecano fiumi di inchiostro, calcoli formule finanziarie e teoremi, per dimostrare cosa è giusto fare o non fare sui mercati finanziari, una montagna che partorisce un topolino.

Molto più redditizio è adottare metodo e comportamenti semplici e chiari, definire un processo di investimento.

Una delle regole che amo di più è “RIEMPI IL BICCHIERE”, ogni volta che il mercato scende oltre un certo livello è importante accumulare, riempire il bicchiere.

Questa regola serve anche a cambiare prospettiva rispetto a ciò che tutti considerano rischio, il rischio è solo l’opportunità che il mercato ti dà di comprare a prezzi più bassi ciò che tu sei stato disposto a pagare di più.

Se vuoi brindare ai tuoi successi finanziari lascia stare le formule e riempiti il bicchiere.

Semplice ma molto più efficace.

Di sicuro la semplicità non è predominante in chi intende investire speculando, entrando ed uscendo dal mercato, quello che noi italiani amiamo chiamare il “mordi e fuggi” e che gli anglosassoni chiamano Market Timing!

Ma durante questi ultimi mesi di crisi sanitaria e lockdown dove erano finiti i fenomeni da Market Timing?

Si sono perse le tracce.
Ancora una volta il mercato ha mostrato tutta la sua imprevedibilità e dopo un crollo di oltre il 30% ha reagito in modo inaspettato recuperando la gran parte delle perdite e cogliendo di sorpresa tutti quelli che sono usciti (in perdita) convinti di sapere dove rientrare.

Saranno rientrati?

NOOOOOO!!!

Avere la presunzione di prevedere l’andamento dei mercati è una delle distorsioni cognitive più diffuse tra i risparmiatori.
Io la definisco la sindrome del Marchese del Grillo quando si rivolgeva al popolo con la famosa frase “Io sono io e voi non siete…”.

Il credere di poter essere capaci più degli altri operatori nel decidere quando entrare ed uscire dal mercato è alquanto puerile, è ragionevole pensare che non puoi sistematicamente battere il mercato.

Per convincersi di questa tesi non è necessario elaborare astrusi teoremi ma basta comprendere che il mercato non è un’entità astratta, il mercato è formato dall’insieme di tutti gli “altri” investitori (istituzionali e privati) che operano negoziando titoli in cerca di un ritorno finanziario a scapito della controparte. Ecco allora che presumere di essere costantemente più bravo di milioni di investitori è alquanto pretenzioso.

I mercati sono fenomeni umani “sistemi adattivi complessi” capaci di adeguarsi ad ogni forma di cambiamento in atto, attraverso una rapida interazione delle sue parti, non pensare mai di essere in grado di governarlo, rischi di farti male.

Ma allora cosa fare?

Quando i mercati crollano bisogna guardare i propri investimenti perdere valore senza fare nulla?

No, certo che no, qualcosa si può fare, devi cambiare prospettiva e cambierai modo di agire.
Per farlo è necessario partire dall’assunto che solo le aziende possono creare valore e che solo le azioni possono incorporare quel valore. Investire in azioni è la cosa giusta da fare per un investitore di lungo periodo.

Il concetto è semplice, il sistema economico attuale si fonda sulla generazione di ricchezza delle aziende. L’imprese è l’unica entità in grado di produrre utili (valore aggiunto) che poi serviranno ad alimentare gli stati (attraverso le tasse) a pagare i debiti (attraverso le obbligazioni) a garantire il reddito dei lavoratori (attraverso gli stipendi).

Per questo tutti gli strumenti finanziari (titoli di stato, obbligazioni, depositi bancari, buoni postali etc..) sono surrogati della ricchezza prodotta dalle aziende, essi vivranno solo se le aziende continueranno a produrre utili.

Tutto il sistema pubblico e privato dipende dal sistema d’impresa. Non avere azioni in portafoglio per lunghi periodi significa rinunciare all’unico strumento che genera ricchezza. Infatti è solo nel tempo che questa generazione di ricchezza si trasferisce dall’economia ai mercati, la prospettiva da adottare dunque è quella di guardare lontano e non lasciarsi condizionare dagli eventi di breve periodo.

Il grafico degli ultimi 120 anni mostra chiaramente dove sia stata prodotta la ricchezza, non pianificare investimenti azionari significa non cogliere la crescita di ricchezza futura.

Al netto dell’inflazione
1 $ in azioni dopo 120 anni sono diventati 2.448 $
1 $ in obbligazioni dopo 120 anni sono diventati 14 $
1 $ in liquidità dopo 120 anni sono diventati 2 $

Investire, dunque può essere semplice se cambi prospettiva temporale e comprendi cosa realmente genera valore.

Si vabbé parli di investimento nel lungo periodo ed i rischi?

Se perdo tutto?

“Il rischio in un investimento azionario ben strutturato non è sinonimo di perdita ma di oscillazione temporanea”.

Prima impareremo ad accettare le oscillazioni prima inizieremo a guadagnare.

Comprare rischio non significa comprare una perdita certa, in passato nel settore finanziario si è evitato di parlare di rischio con i clienti in quanto il rischio è stato declinato come perdita certa.
Nei decenni scorsi i risparmiatori alla sola parola rischio si rifugiavano nei BTP, strumenti altrettanto rischiosi ma non percepiti come tali.

Oggi che non è più possibile evitare il rischio (anche perché i BTP a 40 anni hanno un rendimento netto inferiore al 2%), dobbiamo imparare a comprare rischio declinandolo nel modo giusto.

Il rischio è il motore del rendimento, rappresenta il carburante necessario per poter nel medio/lungo periodo ottenere una performance di rilievo.

Se investi in modo consapevole conoscendo gli strumenti che stai usando, diversificando nelle giuste proporzioni il tuo portafoglio e comprendendo che hai bisogno di tempo per poter ottenere il risultato atteso ecco che il rischio non è più una perdita certa ma un’oscillazione momentanea del tuo portafoglio grazie alla quale otterrai alti rendimenti.

Il grafico presenta l’andamento del S&P500 dal 1915 ad oggi, se escludiamo la crisi del ‘29 la natura del mercato azionario mostra oscillazioni negative medie intorno al 30%, raramente solo in 2 casi ha superato il 50%.

Questo significa che se investi nel mercato azionario ti devi aspettare lungo la tua esperienza di investimento una oscillazione negativa simile. Solo questa consapevolezza ti permetterà di conseguire un guadagno medio annuo storico del 6,8%!

Impara a perdere e guadagnerai tantissimo.

Va da sé che le performance passate non hanno valore per il futuro, pertanto ciò su cui bisogna concentrare i nostri sforzi non è tanto la ricerca spasmodica del miglior rendimento, ma l’assunzione di comportamenti corretti che ci aiutino in ogni situazione di mercato a proteggere il nostro patrimonio cogliendo l’aumento di ricchezza che l’economia globale genera nel lungo periodo.

 

Tratto dalla mia newsletter

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