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Del Doman Non V’è Certezza: Bisogna Lavorare Sui Comportamenti e Non Sui Prodotti

Sono i comportamenti a generare valore, i prodotti efficienti saranno una conseguenza dei nostri comportamenti e non viceversa. E’ imutile ricercare il miglior prodotto quando poi non siamo in grado di adottare comportamenti corretti dal punto di vista finanziario.

Ad esempio l’ETF è un 0ttimo strumento poco costoso ma non vorrei che chi oggi ne parla sia solo per l’effetto specchietto retrovisore.

Fondi attivi o Passivi? L’eterna diatriba tra chi crede di essere un vero consulente in quanto utilizza solo fondi passivi e chi invece propone l’utilizzo anche dei  fondi attivi in quanto ritiene di poter diversificare in modo più efficiente il proprio portafoglio.

Al di là  delle ragioni dell’una o dell’altra parte, un aspetto mi fa sorridere soprattutto leggendo tutti quei post di investitori e consulenti che “oggi” difendono con atteggiamento da fondamentalista puro la logica della gestione passiva.

Io faccio questo lavora da 20 anni e vi posso assicurare che dal 2000 al 2015 pochissimi per non dire nessuno parlava di Etf e gestioni passive, tutti ad abbracciare la logica del portafoglio tout court, con prodotti efficienti rispetto al rischio e con dei costi accettabili. d’improvviso poi si è scatenata la moda della gestione passiva ecco allora che mi è venuto un dubbio e sono andato un po’ a spulciare i dati dell’ultimo ventennio.

Un ventennio a specchio

Guarda caso dal 2000 al 2010 i fondi attivi hanno generato un alfa positivo (significa che hanno battuto in media il mercato di riferimento (ed i fondi passivi) rendendo di converso poco interessanti gli etf (e le gestioni passive in generale), nel decennio successivo invece (2011 – 2020) c’è stata la debacle dei gestori attivi! (vedi grafico)

Non vorrei che lo specchietto retrovisore avesse colpito anche questa volta e a caderci fossero proprio i consulenti finanziari, trascinato più da un impeto emotivo che da una reale consapevolezza sul corretto utilizzo dei fondi passivi all’interno di un portafoglio equilibrato e tendente all’efficienza.

Ragionare per mode legate al rendimento passato non è mai salutare!

Ragionare per mode legate al rendimento passato non è mai salutare in un mondo in cui l’incertezza, l’innovazione e la trasformazione dell’economia è tale per cui anche le evidenze e le statistiche passate non hanno alcun senso.

E’ necessario cambiare paradigma e non dare nulla per scontato nemmeno la presunta superiorità dei fondi passivi. Io preferisco lavorare sui comportamenti da tenere attraverso la comprensione della natura dei mercati, dei rischi, dei costi e soprattutto del fatto che “Del doman non v’è certezza”, ecco il ruolo che io ritengo debba avere un consulente che guarda al futuro: aiutare i risparmiatori all’adozione di corretti comportamenti.

 

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