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SARA’ IL CONSULENTE A FARE LA DIFFERENZA: NE’ RETE, NE’ BANCA, CON CON LA MIFID II TUTTO NELLE MANI DEI PROFESSIONISTI.

La MIFID II già sta producendo i suoi effetti… dal 1 gennaio 2018 le reti e le banche tradizionali dovranno fare i conti con una rivoluzione epocale “LA TRASPARENZA”.

Beh, è inutile far finta di niente finora sia le reti di consulenti che le banche hanno sempre (chi più chi meno) cercato di nascondere ai loro clienti quale fosse l’effettivo costo SOSTENUTO per la gestione dei risparmi.

Ma cosa ancor più grave è che il 60/70% degli investitori (ancora oggi) è convinto di pagare poco o niente….

La mifid II a partire dal 1 gennaio 2018 costringerà gli operatori a rendere noto per iscritto il costo effettivo complessivo che l’investitore sostiene per la gestione dei propri risparmi.

Come si può facilmente comprendere ciò produrra nel tempo una riduzione dei margini  (leggi minori guadagni) per banche e reti che dovranno mettere in campo nuove strategie per recuperare almeno in parte, la perdita di utili sul risparmio gestito.

Ovviamente il primo strumento su cui fare leva è il conto corrente e già in questa fine d’anno stiamo assistendo ad uno stillicidio di aumento dei costi dei conti da parte di reti e banche tradizionali.

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(Leggi articolo)

http://www.wallstreetitalia.com/banche-stangata-in-arrivo-per-i-correntisti-anche-quelli-online/

Una differenza però bisogna farla tra banca tradizionale e reti di consulenti.

Le banche tradizionali, nella maggior parte dei casi, hanno sempre inpertito e continuano ad impartire ordini di scuderia (top- down) a cascata impedendo ai loro commerciali di sportello di applicare un pur minimo principio di consulenza.

Nelle reti di ex promotori, invece (nonostante che anche se in esse si siano manifestati grossi conflitti di interesse e costi occulti… ), molti professionisti gia’ da anni hanno deciso di imboccare la strada di una effettiva pianificazione consulenziale, tentando di rendere quanto più trasparente possibile i costi sostenuti (compresi quelli occultati con maestria dalle case di gestione e distribuzione); evitando prodotti con duplicazione di costi come le Gpf, Unit Linked, ecc…,

ma soprattutto lavorando sull’individuazione degli obiettivi del cliente come unico punto di partenza da cui poi far declinare la costruzione dei differenti asset in termini di Tempo, Rischio, Rendimento Atteso.

Ciò significa che tra i consulenti delle reti non sempre c’è valore ma bisogna saper scegliere, oggi più che mai, infatti, non è la rete a fare la differenza ma il CONSULENTE!

Anche nelle banche tradizionali, certo, possiamo individuare dei buoni commerciali ma li, la poca autonomia, il dover timbrare il castellino sapendo che i bonus e gli avanzamenti di carriera non dipendono dalla soddisfazione del cliente ma dal rispetto degli ordini di scuderia è molto più complicato!

Dal 2018, dunque, la rivoluzione MIFID II genererà una forte competizione tra banche e reti, con relativa riduzione dei costi sui prodotti gestiti, il tutto a beneficio degli investitori.

Ovviamente, ogni rete ed ogni banca presenterà il proprio servizio di consulenza come quello più adatto ai vostri bisogni, alle vostre esigenze!

Bene, non incantatevi al richiamo delle sirene, nei prossimi anni la selezione va fatta sul professionista, sulla persona non sul brand della banca, né sul servizio offerto perché nella maggior parte dei casi saranno servizi molto simili, sovrapponibili.

Sarà il consulente preparato, capace, onesto e TRASPARENTE a potervi supportare nella gestione efficiente dei patrimoni.

Selezionate le persone tutto il resto è FUFFA!

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Cristofaro Capuano

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