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Come Può Aiutarci L’Indice Della Paura Ad Investire Meglio?

Il Vix è un indicatore di volatilità, mostra l’agitazione emotiva di chi opera sul principale mercato azionario del mondo l’S&P 500, più i mercati scendono più gli investitori si agitano e più questo indicatore cresce di valore.

Convenzionalmente un valore inferiore a 20 indica una relativa tranquillità dei mercati e degli investitori, un valore tra 20 e 40 rappresenta una fase di agitazione ed iniziano a verificarsi le cosiddette correzioni di mercato con discese intorno al 20% dei mercati e con il manifestarsi un iniziale  stato di paura degli investitori, oltre la soglia dei 40 punti ci si avvia verso un vistoso crollo dei mercati col rischio che si generino situazioni di panico tra gli investitori.

Durante l’ultima crisi (covid19) il vix ha segnato il suo record a ben 80 punti con pesanti discesa dei mercati azionari e panico tra gli investitori.

Ma il vix per l’investitore meno emotivo e più consapevole può rappresentare un importante strumento per decidere quando investire, paradossalmente più aumenta la paura più di riduce il rischio di perdita, più si entra nel panico più i mercati diventano convenienti e meno rischiosi.

TRANQUILLITÀ = RISCHIO ALTO (MENO CONVENIENTE INVESTIRE)

PAURA                   = RISCHIO MEDIO  (MAGGIORE CONVENIENZA AD INVESTIRE)

PANICO                 = RISCHIO BASSO (CONVENIENTE INVESTIRE)

Come mostra il grafico proprio quando sui mercati c’è la massima tranquillità con valori sotto i 20 punti ci troviamo in situazioni di elevato rischio, al contrario per chi investe mentre nei momenti di estrema tensione emotiva con valori superiori a 60/70 ci troviamo in uno stato di massima convenienza ad investire.

 

Purtroppo i comportamenti degli investitori  raccontano da sempre una storia  diversa, tutti tendono ad investire quando i mercati sono tranquilli e la volatilità è bassa, anzi molti pseudo-esperti consigliano i loro clienti di aspettare che il Vix scenda sotto i 20 punti per iniziare ad investire sottintendendo con questo che quando la paura dei più è passata si rischia meno. Nulla di più sbagliato, in questo modo si tende ad diseducare il risparmiatore e a spingerlo verso azioni dannose per la performance  del patrimonio investito.

Bisogna imparare a guardare i mercati con occhi distanti. La distanza dev’essere sia fisica che temporale, fisica nel senso di non attaccarsi tutti i gironi al PC per controllare le variazioni di portafoglio, temporale nel senso di non pensare all’oggi  ma investire in un tempo lungo e comprendere che le attuali oscillazioni negative tra 5/10/20 anni saranno le nostre migliori alleate per conseguire dei risultati soddisfacenti.

Lo so è controintuitivo ma è semplicemente così, si investe nella tempesta, ci si lega all’albero della nave come Ulisse e si lasciano cantare le sirene tanto la nostra isola è lontana e si chiama ITACA.

#cristofarocapuano

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