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Come Investire In Azioni Senza Temere Le Perdite

Chi sono

Perché continuiamo a temere i mercati azionari anche se sono la principale fonte di guadagno per i nostri investimenti?

Siamo inondati di dati e statistiche che dimostrano come investire in azioni sia il modo migliore per conseguire buoni rendimenti eppure la gran parte dei risparmiatori italiani sono restii ad investire in azioni anche quando il mercato scende ed il loro prezzo è  particolarmente conveniente.

Perché questo accade? Perché noi tutti quando indossiamo i panni dell’investitore non riusciamo a cogliere le opportunità che un mercato scontato ci offre mentre quando indossiamo i panni del consumatore siamo disposti a stare in fila per ore nelle giornate dei SALDI

La ventennale esperienza in questo campo mi ha  permesso di arrivare ad una mia conclusione:  tra i tanti aspetti che influenzano i comportamenti degli investitori  uno dei più importanti è come essi percepiscono la distribuzione del rendimento nel tempo del mercato azionario. L’errore che si compie è quello di credere che il mercato rende come la sua media storica.

Troppo spesso, infatti,  l’investitore viene bombardato con dati relativi al rendimento medio del mercato azionario negli anni, il classico esempio è che il rendimento annuo medio del mercato azionario nel lungo periodo è del 7%, oppure come mostrato in figura che dal 1929 ad oggi la media mensile è dello + 0,2% (con una media dei mesi positivi del + 3,3% ed una media nei mesi negativi del – 4,2%).

 

Ed è qui che si cade in inganno, dire che la media è del 7% annuo o dello 0,2% mensile non significa che nella maggior parte degli anni o dei mesi il rendimento si muove intorno a quei valori, anzi quasi mai ciò accade, le oscillazioni sono molto più ampie e disperse nei mesi e negli anni. 

Questo grafico mostra come la dispersione dei rendimenti sia molto ampia e che dal 1900 al 2019 solo una decina di volte il rendimento annuo del mercato si e mantenuto intorno al valore medio del 7% tutte le altre volte ha avuto oscillazioni  in positivo ed in negativo di proporzioni ben diverse.

 Per questo l’investitore dovrebbe affiancare a al dato medio di rendimento  la reale natura del mercato e la sua  profondità nelle  oscillazioni di segno negativo. La  storia dei mercati, del resto,  non dovrebbe servire a prevederli ma a conoscerli per comprenderne le caratteristiche .

E’ molto probabile, infatti,  che anno dopo anno i mercatI  oscillino tra un – 20% ed un + 30% piuttosto che tra un +7% ed un   – 7%.

In questo contesto è più importante, per chi si vuole avvicinare al mondo dell’investimento azionario  accettare le sue oscillazioni in negativo comprendendone sia  il naturale susseguirsi di questo tipo di performance che il loro ruolo quale  motore del rendimento atteso di lungo periodo. In  quanto tale le oscillazioni negative sono  ineliminabili!  

Ad esempio il grafico che segue mostra le oscillazioni negative nel decennio 2009 – 2019 senza accettare un simile andamento non potremmo godere di un rendimento superiore al 200% avutosi nello stesso decennio.

 

In conclusione per investire sul mercato azionario non dobbiamo chiederci  quanto rischio ma se sono disposto a sopportare le oscillazioni che la sua natura (quello del mercato azionario) mi impone per poter guadagnare bene. 

La profonda distorsione tra il percepito dell’investitore e la dinamica effettiva di un investimento azionario genera quei i comportamenti nocivi di fuga ed attacco tipico di un risparmiatore poco esperto.

E’ importante accettare la natura dei mercati ed investire consapevoli che oscillazioni negative sono nella norma e non un’eccezione.

QUESTA VOLTA PERÒ LA GRAN PARTE DELLA RESPONSABILITÀ, PER ME,  RICADE ANCHE SU NOI OPERATORI DEL SETTORE CHE SPINGIAMO I RISPARMIATORI A  COMPRARE RENDIMENTO ATTESO PIUTTOSTO CHE FAR COMPRENDERE L’IMPORTANZA DI AVERE  RISCHIO IN PORTAFOGLIO. 

Comprare rischio per poter ottenere rendimento.

 

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