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AGIRE O REAGIRE? Perché i Robot Advisor non potranno mai sostituire i Consulenti Finanziari.

Da quando mi occupo di consulenza finanziaria e pianificazione patrimoniale (luglio 2000), uno degli aspetti più delicati da gestire con i clienti è sempre stato quello di far comprendere il corretto comportamento da assumere a fronte di un investimento azionario.

Sappiamo che il mercato azionario riveste un importanza fondamentale nel proteggere il risparmio dalla perdita di potere d’acquisto (inflazione), nel grafico sottostante possiamo vedere come dal 1900 ad oggi l’indice mondiale delle azioni è stato in grado, non solo, di proteggere l’investitore dall’aumento dei prezzi dei principali beni (auto, gioielli, libri, vino etc.) ma anche di incrementare la sua ricchezza complessiva.

1$ investito nel mercato azionario mondiale nel 1900 sono diventati nel 2017 387$.

1$ necessario per acquistare un auto nel 1900 sono diventati nel 2017 circa 242$.

AZIONI ED INFLAZIONE

Pertanto, al netto del processo decisionale (analisi esigenze, definizione temporale, rischi sopportabili etc.), che porta a definire la quota di azionario da detenere in portafoglio, il vero problema è sempre stato la gestione emotiva dell’investitore rispetto alle oscillazioni del mercato.

Spesso infatti, a fronte di elevate  performance dei mercati azionari i risultati ottenuti dagli investitori sono modesti, e questo a causa di una cattiva gestione emotiva.

Per ovviare a questo problema, in questi anni, ho sempre lavorato per trasferire ai miei clienti un concetto semplice: “SUI MERCATI FINANZIARI A FARE LA DIFFERENZA E’ L’AZIONE E NON LA REAZIONE”.

L’Agire, rispetto ad un determinato fenomeno,  presuppone sapere cosa fare al verificarsi di eventi futuri sia positivi  che negativi, in pratica decidi in anticipo le regole di comportamento che applicherai  al verificarsi di eventi futuri.

Nell’investimento finanziario pianificare i comportamenti è importantissimo in quanto consente la definizione di regole chiare e precise scindendo nettamente dal proprio stato emotivo.

Il Reagire, invece, presuppone una stato di attesa  e solo al verificarsi di determinati eventi (es. crollo del mercato) si decide  cosa fare, la reazione, dunque, per sua natura è figlia dell’emozione, del momento in cui si verifica un fatto, ed in ciò  si annidano i principali errori per chi pensa di gestire i propri investimenti con un robot!

Spencer-Jakab

La tabella di Jp Morgan (presentata nel 2016) riferita al ventennio 1995 – 2015 mostra il rendimento medio annuo degli investitori (2,1%) rispetto a tutte le altre asset class (ed anche a combinanzioni di esse). Come si può vedere i comportamenti degli investitori hanno sotto-performanto tutte le asset class (compresa l’inflazione!), ciò conferma  che reagire al mercato, spesso significa perdere valore, fare scelte irrazionali che portano a rendimenti di gran lunga inferiori a quelli che si potrebbero ottenersi lasciando il portafoglio così com’era.

Altra tabella interessante è quella legata al solo mercato azionario di seguito riportata:

perdita investiore

Anche in questo caso i comportamenti degli investitori hanno causato una perdita media annua del 4,7%.

Va da se, dunque, che un buon investitore deve “Agire” e non “Reagire”, per agire bene però, ciò che conta non è solo la costruzione di un buon asset allocation (condizione necessaria ma non sufficiente), costruzione che può di certo essere fatta con un robot capace di elaborare dati e calcoli tali da rendere l’asset stesso molto efficiente (utilizzo ottimale delle risorse disponibili), ma per essere allo stesso tempo anche efficaci (raggiunge gli obiettivi prefissati) bisogna pianificare i comportamenti, e quelli non li puoi gestire con un robot, ma solo con un consulente in grado di incanalare le emozioni dell’investitore (positive o negative) sui binari della scelta consapevole e razionale.

I robot saranno al servizio dei consulenti e dei loro clienti per costruzione asset allocation sempre più efficienti (efficienza condizione necessaria ma non sufficiente)

il consulente dovrà acquisire nuove competenze nella gestione dei comportamenti (efficacia, condizione necessaria),

l’investitore dovrà acquisire una nuova cultura finanziaria che gli permetterà di:

  1. conoscere e comprendere il fenomeno  oggetto dell’azione;
  2. definire a priori le regole di comportamento;
  3. al verificarsi del fenomeno, applicare le regole che ci si è dati, senza mai ritornare sui propri passi.

Nel prossimo articolo proveremo a spiegare questi 3 punti analizzando un investimento di tipo azionario e le conseguenze positive che ne potrebbero scaturire.

Stay Tuned

Cristofaro Capuano

 

 

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