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HomePianificazione FinanziariaAffrontare i cali di mercato senza farsi prendere dal panico? Ecco 3 consigli utili.

Affrontare i cali di mercato senza farsi prendere dal panico? Ecco 3 consigli utili.

Dai primi di febbraio i mercati finanziari sono tornati a fare il loro mestiere: oscillare.

La reazione dei risparmiatori e di alcuni consulenti, come al solito, è del tutto irrazionale, come se non avessero mai vissuto altre situazioni simili, e come se dopo oltre 18 mesi di volatilità (leggasi oscillazione) ZERO, l’anomalia fosse che il mercato scenda del 10/15 o 20%.

I comportamenti irrazionali talvolta rischiano di compromettere non solo  i risparmi degli investitori ma anche i loro obiettivi di vita.

Per evitare di cadere nei soliti errori proviamo a ragionare su alcuni comportamenti da adottare per migliorare la gestione del proprio portafoglio.

  1. tempo disponibile d’investimento
  2. pilota automatico
  3. costant mix

1.Tempo disponibile d’investimento: investire in modo appropriato tra tempo disponibile e tipologia di prodotti finanziari sottoscritti

La regola principe di un investitore razionale e consapevole è (dopo aver individuato i propri obiettivi di vita) definire il tempo disponibile  d’investimento, infatti è proprio il tempo la variabile più importante da considerare per la scelta della tipologia di prodotti finanziari in cui investire.

Questo perché ogni tipologia di asset finanziario ha una sua natura un suo preciso comportamento, ogni prodotto finanziario ha le sue peculiarità e può avere dei cali più o meno profondi e dei tempi di recupero più o meno lunghi.

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DRAWDOWN è il termine inglese per definire la massima perdita che storicamente ha subito un determinato asset ed è questo che dobbiamo imparare a conoscere per superare le nostre paure nell’investire i nostri soldi, come mostra il grafico (sopra) ogni prodotto, ogni asset class può presentare cali massimi (max drawdown) legati alla natura dell’asset in cui investiamo.

Ogni drawdown, del resto, ha dei tempi minimi di recupero in grado non solo di superare il calo subito ma anche remunerare in modo adeguato il rischio sopportato.

Ad esempio se decidiamo di investire in un prodotto azionario globale, dobbiamo sapere che lo stesso può avere un calo anche del 50% e che per avere un ritorno adeguato dovremmo avere un tempo di investimento disponibile di almeno 12 anni, con un aspettativa di rendimento medio del 7%.

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I nostri asset, del resto, possono essere una combinazione di azioni, obbligazioni e liquidità, in questi casi, come mostra la tabella sopra i livelli di drawdown possono variare e parametrarsi meglio alle nostre esigenze nonché alla nostra avversione al rischio.

2. Pilota automatico: siamo singole gocce nel mare, lasciamoci trasportare dall’onda.

Che i mercati non possano solo salire lo sappiamo tutti, che nei momenti peggiori molti dicano: “nelle discese più profonde si colgono le migliore opportunità”, si vabbè lo si sa, ma quando ci si trova a tu per tu con un calo del 50%, le teorie crollano  le emozioni (negative) ci dominano.

La verità, infatti, è che appena i mercati iniziano a scendere riaffiorano i comportamenti irrazionali e con essi la voglia di entrare e uscire da essi, anticipare i crolli, investire nei minimi per uscire sui massimi, comportamenti che nel 99,99999999% dei casi non riescono mai a produrre l’effetto desiderato.

I mercati (siano essi azionari, obbligazionari o di ogni altro tipo) non sono altro che  la somma di tutte le scelte di acquisto e di vendita di tutti i partecipanti a quel mercato, queste scelte formano i prezzi dei singoli prodotti finanziari e determinano i rialzi e i ribassi di quel determinato mercato.

Interessante può essere osservare come negli ultimi 10 anni ( a partire dalla pesantissima crisi del 2008) l’indicatore della paura, il famosissimo VIX , utilizzato dai più per “prevedere” l’imminente crollo dei mercati, abbia dato a più riprese una serie di falsi segnali spiazzando completamente chi (più furbo degli altri) aveva pensato di uscire dal mercato per poi rientrarci a prezzi più convenienti.

Bene, questi “furbetti del mercatino” in questi anni sono più volte rimasti a bocca asciutta, proprio perchè a dispetto delle previsioni il mercato ha continuato a salire senza soluzioni di continuità!

Vix

Il singolo investitore, in pratica, può essere paragonato alla classica goccia nel mare, un mare formato da tantissime goccioline che oscillano, scivolano le une sulle altre, formano onde si mischiano fluttuano, ma nessuna di esse può condizionare il movimento complessivo del mare tutte ne fanno parte ma nessuna  può avere la forza di andare contro corrente, può solo esserne parte accettando l’evoluzione delle onde.

Per questo per  investire bene bisogna attivare il Pilota Automatico e lasciarsi trasportare. (Leggi anche un altro mio articolo su questo argomento).

3. Costant mix: monitoraggio dei portafogli e ri-allocazione periodica del rischio di portafoglio.

Un ultimo punto da considerare quando si vuole pianificare un investimento nel lungo perido è il costant mix.

(fig.a)Screenshot 2018-03-28 14.39.45

Regola semplice ma utilissima e molto efficace. In pratica per intervalli di tempo definiti (non meno di 12 mesi) si può intervenire sul portafoglio per mantenere costante il peso (costant mix) dei differenti asset di portafoglio.

Ad esempio (fig. a) se investiamo il 50% dei nostri risparmi in azioni e l’altro 50 in obbligazioni, questi due asset nel tempo avranno un differente rendimento (data la loro differente natura) che potrebbe portare a sbilanciare il portafoglio verso rischi che non volevamo assumerci, nel caso in figura l’azionario passa da 50 a 90 (con un incidenza sul nuovo portafoglio complessivo del 60% – 90/150 – e non più del 50%) pertanto è opportuno riequilibrare l’asset nel rispetto dei rischi che si intendono assumere, trasferendo 15 da azioni (che dioventano 75) ad obbligazioni (anch’esse si riducono a 75) in modo da riavere il nostro asset originario (50%/50%).

(fig. b)costant mix

La stessa regola vale anche in caso di performnce negativa (fig. b), ad esempio come si nota dalla figura  su esposta un calo importante dell’azionario (da 50 a 30) ed un aumento del obbligazionario (da 50 a 56), altera pesantemente la struttura di pertafoglio da noi prefissata (l’azionario in questo caso peserà per solo il 34% e non come era nostra intenzione per il 50%). In questo caso aumenteremo la quota azionaria (passandola da 30 a 43) prendendola dall’asset obbligazionario (che scenderà da 56 a 43) e trasferendo 13 da Obbligazioni ad Azioni, anche in questo caso ritorneremo al nostro asset originario (50%/50%).

I 2 principali Vantaggi del costan mix:

1. mantenere inalterata le porzioni di rischio.

2. approccio razionale: applicato con costanza, infatti, ci consente di allegerire asset rischiosi dopo fasi di elevata crescita e di investire negli stessi quando scendono pesantemente, cosa non da poco se consideriamo che tutte le ricerche dimostrano che l’emotività degli investiori li porta sempre più a scappare quando i mercati scendono ed essere propensi ad investire solo dopo  aver osservato con lo specchietto retrovisore che  qull’asset da alcuni anni è crescito.

Per i mercati oscillare è naturale, cercare di prevederli è irrazionale, adottare un metodo comportamentale in grado di aiutarci ad attraversare i momenti più difficili è l’approccio giusto.

Cristofaro Capuano

 

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